Il carnevale è la festa veneziana per eccellenza, conosciuta il tutto il mondo al pari del carnevale di Rio. Forse non sarà la più popolare della città, come nel caso della festa del Redentore e di quella della Salute, ma porta con sé tradizioni e leccornie che si possono trovare solo per pochi giorni. Fra le golosità che potete trovare in pasticcerie e locali, ci sono tanti dolci. Chi, almeno una volta, non ha allungato la strada per tornare a casa dal lavoro solo per fare tappa in pasticceria e ordinare una frittella? Nei banconi troverete esposti anche galani e castagnole, ma quelli fatti in casa hanno una marcia in più.

La ricetta dei galani è semplice (anche se non veloce) e prevede pochi ingredienti. Vi serviranno farina, uova, zucchero e un pizzico di sale (come per tutti i dolci). Un bicchiere di vino bianco o prosecco, la buccia grattugiata di un limone o arancia e un po’ di grappa. Infine dell’olio di semi per friggere, del burro morbido per impastare a mano, e dello zucchero a velo per decorare.

Impastate tutti gli ingredienti, stando attenti a non creare grumi, fino ad ottenere un impasto morbido ma che non si attacca alle mani (o alla ciotola se utilizzate la planetaria). Se risulta troppo morbido, aggiungete della farina un po’ per volta. Terminate impastando un po’ a mano, avvolgete nella pellicola per alimenti e fate riposare per almeno 2 ore. Ora tagliate la pasta in più panetti e la dovrete lavorare come si fa con le lasagne: stenderla sottile, ungere la superficie e piegarla, poi stenderla ancora e piegarla. Questo passaggio andrà fatto almeno 2 o 3 volte, facendola riposare. Infine, stendete per l’ultima volta la pasta sottile sottile e create le classiche incisioni al centro della losanga. Friggete in olio bollente e, una volta raffreddati, spolverate con dello zucchero a velo.

Un paio di consigli:

  • per impastare potete utilizzare la planetaria oppure farlo a mano. In alternativa, potete utilizzare il tritatutto (lo uso anche per impastare la pasta frolla o la brisé)
  • Nella ricetta di casa mia, invece dello zucchero a velo, i gallina venivano “spolverati” con lo zucchero normale