Salute, bessi, basi e tempo da goder (detto veneziano usato quando qualcuno starnutisce)
Augurio di salute, denaro, baci e tempo per poterseli godere.

Una città falcidiata dal morbo della peste, un voto fatto da Venezia alla Madonna e la liberazione dalla pestilenza.
Ha origini che risalgono al XVII secolo la Festa della Madonna della Salute a Venezia e permette alla città di rivivere e ricordare, ogni 21 novembre, quegli anni difficili in cui è stata messa in ginocchio dall’epidemia, nonostante le attente precauzioni che una città portuale come Venezia era solita prendere (la quarantena, 40 giorni di isolamento dopo il rientro in città, è una pratica nata proprio a Venezia).

La Festa e il ponte votivo

La Festa della Salute è molto sentita dalla popolazione veneziana che ogni anno si ritrova nella Basilica della Madonna della Salute, vicino a Punta della Dogana, per rendere omaggio a Maria e accendere una candela per i propri cari ammalati.

Francesco Guardi, Il doge si reca presso la Basilica della Salute

Da quasi 400 anni i veneziani costruiscono in occasione della Festa della Salute anche un ponte votivo fatto di barche che permette il passaggio dei fedeli attraverso il Canal Grande da Santa Maria del Giglio alla Punta della Dogana.
Il ponte viene usato anche per la processione solenne che ogni anno il Patriarca di Venezia fa dalla Basilica di San Marco a quella della Salute.

La tradizione culinaria: la castradina

Come ogni festa, religiosa o pagana, anche la Festa della Salute ha una tradizione culinaria che la accompagna nei secoli.
Il 21 novembre nelle case e nei ristoranti molti veneziani mangiano la “castradina: carne di montone castrato salmistrato, abbinata categoricamente alle verze.

La castradina, piatto tipico della Festa della Salute

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Anche i dolciumi delle bancarelle fuori dalla chiesa sono ormai entrati nella tradizione della festa.
Non si può fare a meno di mangiare frittelle, zucchero filato, mele caramellate e croccante dopo la tappa fissa alla Basilica.

La peste nera del 1630

La storia della Festa della Salute risale al giugno del 1630, quando alcuni soldati della Serenissima tornano a Venezia dopo una battaglia che li aveva visti impegnati contro spagnoli e tedeschi.
Assieme a loro c’è anche l’ambasciatore del ducato di Mantova, una zona infettata dal morbo della peste.
L’ambasciatore, secondo le regole della Serenissima, viene isolato in quarantena nell’isola del Lazzaretto Vecchio. Stando ai racconti storici però, un falegname veneziano, venuto a contatto con l’ambasciatore, porta la peste in città.

La maschera del “Medico della Peste”

Nel solo mese di novembre le vittime ammontano a 11.966. I Provveditori della Sanità, già attivi durante l’epidemia del 1575 (quella che portò alla costruzione della Chiesa del Redentore), provano ad arginare il morbo bonificando le case e mandando a lavorare in campagna le persone sane.

La città fa voto alla Madonna chiedendo la fine della pestilenza e promette di costruire una chiesa a lei dedicata. Dopo un anno e mezzo la peste se ne va lasciandosi alle spalle quasi 50mila vittime.

21 novembre giorno di riposo

La Festa della Salute a Venezia ha un significato particolare anche perché è giorno di riposo per lavoratori e studenti.
Nonostante non sia la festività più importante di Venezia (che è ovviamente la Festa di San Marco) il 21 novembre è però festa cittadina, perché il 25 aprile è già giorno di riposo nazionale per la Festa della Liberazione.

La Basilica

Commissionata nel 1631, alla fine della pestilenza che uccise 47mila veneziani in città e oltre 100mila abitanti del Dogado, la Basilica della Madonna della Salute viene consacrata ufficialmente nel 1687.
Ad aggiudicarsi il concorso per la progettazione è Baldassarre Longhena che la disegna seguendo lo stile barocco e ispirandosi al Palladio.

La Basilica della Madonna della Salute

La chiesa viene costruita vicino alla Punta del Mar, la dogana di Venezia, e richiede l’utilizzo di un grandissimo numero di pali da conficcare nel terreno per sorreggerla e una vasta bonifica del suolo.
Longhena progetta così una chiesa particolare, come dice lui in forma di corona per esser dedicata a essa Vergine”.

Caratteristica la scultura sull’altare maggiore che raffigura la peste, rappresentata come una vecchia, che viene scacciata dalla Madonna a protezione di Venezia (rappresentata come una donna inginocchiata).

La scultura sull’altare maggiore della Basilica