5 bacari top per l'aperitivo universitario

Aperitivo per universitari – i consigli di Mangiare Bene Venezia

Per qualsiasi studente universitario, sia che si tratti della fine di una giornata di lezioni, di un pomeriggio di studio, o della fine di un esame, non c’è niente di meglio di un aperitivo in compagnia. Si tratta del momento in cui le solite domande piene d’ansia come “ma tu cos’hai risposto a quella domanda?”, oppure “secondo te questo lo chiede?”, si trasformano in: “birretta o spritz?”, oppure “e tu che cicchetto prendi?”. Se ancora non sapete dove andare, ecco 5 bacari dell’aperitivo per universitari.

Immancabile e conosciuto da tutti gli studenti universitari, senza distinzione di ateneo o facoltà, è il bacareto da Lele. La tappa è obbligatoria fra una lezione e l’altra, in pausa pranzo, e ovviamente per l’aperitivo. Bevete un quartino di vino rosso o bianco, oppure lo spritz, e riempitevi la pancia con scegliendo fra i tanti panini ripieni di affettato o formaggio. Oppure spostatevi verso il campo di Frari e cercate La Bottiglia: anche in questo bacaro, cicchetti, panini per tutti i gusti, o taglieri di salumi e affettati misti, e naturalmente tanto, tanto vino.

Un’altra zona frequentata dell’aperitivo per universitari è Campo Santa Margherita, dove di bacari ce ne sono davvero tanti, ma le tappe irrinunciabili sono due. Il Caffè Rosso, con la sua insegna d’altri tempi e il plateatico di fronte, è sempre pieno, in tutti i mesi dell’anno, sia che ci sia il sole, che con la nebbia. Ordinatevi uno spritz accompagnato da cicchetti o un tramezzino. La seconda tappa è Chet Bar, qualche metro più avanti, prepara cocktail di tutti i tipi, ma se siete amanti del mojito, non perdetevi il “Mojito Party”.

Per finire, se siete reduci da una giornata chiusi in biblioteca alle zattere, e non vedete l’ora di chiudere i libri e prendere in mano un bicchiere di vino, basta attraversare un ponte e andare all’Osteria al Squero. Non potete non trovarla perché, frequentata da veneziani, universitari e turisti, troverete tanta gente in fondamenta con un bicchiere in una mano e un piatto di cicchetti nell’altra.

Immagine di copertina di Giorgia Venturin