Mangiare Bene Venezia vi porta alla scoperta dei locali più antichi dove bere caffè a Venezia, attraverso le esperienze degli utenti Instagram.

Nella seconda metà del secolo XVI il caffè come merce varcò i confini orientali per approdare in Europa: fu durante l’epoca dei grandi velieri che solcavano il Mediterraneo, che il caffè venne introdotto nei maggiori del nostro continente.

In particolare, il caffè fece la sua comparsa a Venezia intorno al 1570. I Veneziani, infatti, furono i primi ad apprezzare e gustare questa bevanda.

La prima “botega” del caffè fu aperta da commercianti turchi in Piazza San Marco sotto le Procuratie Nuove. Il successo della prima portò, in pochissimo tempo, ad altre aperture in tutta la città tanto che, nel 1763, Venezia contava ben 218 caffetterie.

Il caffè divenne presto una bevanda di alto gradimento, sinonimo di cultura. Letterati, intellettuali e politici si ritrovavano in queste caffetterie a leggere giornali e a dibattere sugli argomenti più disparati.

Di queste botteghe settecentesche, oggi, ne sono rimaste poche. In questo articolo cercheremo di raccontarvi curiosità e aneddoti di questi posti magici ricchi di storia e cultura.

  • Caffè Florian

Venne inaugurato nel 1720 da Floriano Francesconi con il nome di “Alla Venezia Trionfante” ma fin da subito i veneziani dicevano semplicemente “andemo da Florian”, dal nome del proprietario in dialetto veneziano. Da allora ha proseguito ininterrottamente la sua attività quotidiana di caffè, diventando meta privilegiata di veneziani, italiani e stranieri.

La storia vede tra i clienti del Florian letterati, artisti e politici tra cui Silvio Pellico, Daniele Manin, Giacomo Casanova, Carlo Goldoni, Gabriele D’Annunzio, Ugo Foscolo.

“Una delle  esperienze più indimenticabili della mia vita… Cenare in uno dei caffè più antichi d’Italia”.

  • Gran Caffè Quadri

Painting in the sun with hot chocolate is the way to do it in Winter~

Un post condiviso da Shelly Wan (@shelly_wan) in data:

Sorto sotto le Procuratie Vecchie nel 1775 con nome originale “Il Rimedio”, si è conquistato rapidamente spazio tra i caffè della Piazza (che all’epoca erano ben 34). Nel 1830 venne rilevato dai fratelli Vivarini che aprirono nuove sale al piano superiore e diedero un nuovo impulso al locale.

L’ambiente elegante e raffinato è sempre stato attrattiva di personaggi illustri come Stendhal e Lord Byron.

“Dipingere al sole con una cioccolata calda è il modo migliore per farlo d’inverno”.

  • Caffè Lavena

Nato nel 1750 è situato nella parte più soleggiata di Piazza San Marco, sotto il grande orologio. Nel 1860 Carlo Lavena lo restaurò preservando però architettura, arredi e stile di un tempo. Inoltre, gli diede il nome rimasto fino ad oggi.

Anche questo Caffè era attrattiva di artisti, musicisti e letterati come Richard Wagner.

“La domenica pulisce tutta la ruggine della settimana (Joseph Addison). Domenica nostalgica al tavolino dell’unico caffè di Venezia aperto da un torinese”.

  • Caffè La Calcina

Il Caffè (e omonima Pensione) è situato alle Zattere e durante il tempo ha cambiato più volte il suo nome. Oggi si chiama “La Piscina” in ricordo di un vero e proprio stabilimento balneare (con tanto di piscina) presente in questo posto fino agli anni ‘60.

Il Caffè La Calcina fu meta di molti artisti come Francesco Maria Piave, Maria De Regnier e Rainer Maria Rilke.

“Ti siedi sulla terrazza del ristorante dell’hotel La Calcina, ammiri l’isola della Giudecca e ti godi un’atmosfera davvero romantica”.

  • Harry’s Bar

Più recente, ma altrettanto affascinante, l’Harry’s Bar è nato nel 1931.  Sorto in un vecchio magazzino vicino a Piazza San Marco, l’Harry’s Bar deve questo nome a Harry Pickering, uno studente americano che decise di finanziare il progetto di Giuseppe Cipriani.

Tra queste mura  trascorsero il proprio tempo intellettuali, artisti, scrittori come Arturo Toscanini, Orson Welles, Guglielmo Marconi, Peggy Guggenheim e Charlie Chaplin.

Nel 2001 Harry’s Bar è stato dichiarato, addirittura, patrimonio nazionale dal Ministero dei Beni Culturali.

“Alcuni dicono che l’Harry’s Bar sia sopravvalutato e troppo caro, per me valeva ogni centesimo. Un pasto davvero piacevole”.